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Archivio storico diocesano di Lodi

Via Cavour 31-26900 Lodi
Tel. 0371- 948.160
Fax 0371- 948.101
archivio@diocesi.lodi.it

ORARIO DI APERTURA
giovedì: 13,00-16,30
venerdì: 8,30-17,00

GIORNI DI CHIUSURA
- 19 gennaio
- venerdì e sabato
  precedenti la Pasqua
- mese di agosto
- 2 novembre
- festività religiose e civili

 

 

 

 

Archivio storico diocesano di Lodi

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ORARIO DI APERTURA
giovedì: 13,00-16,30
venerdì: 8,30-17,00

GIORNI DI CHIUSURA
- 19 gennaio
- venerdì e sabato
  precedenti la Pasqua
- mese di agosto
- 2 novembre
- festività religiose e civili

 

 

 

  
Riduci
Cos'è TESI duepuntozero
 
TESI duepuntozero” è un progetto ideato dall’Archivio storico comunale e dall’Archivio storico diocesano per dare pubblicità alle tesi sul Lodigiano e promuovere gli studi sul territorio.
L’appuntamento, a cadenza mensile e aperto al pubblico, vedrà alcuni laureati impegnati a presentare il proprio lavoro di ricerca fatto all’interno di  archivi e biblioteche.
Ideato per valorizzare e divulgare gli studi dei giovani laureati, TESI duepuntozero  è utile anche agli studenti che dovranno affrontare in un prossimo futuro la stesura di una tesi.
Gli autori, infatti, illustreranno, insieme al contenuto, anche la metodologia e le difficoltà incontrate nell’indagine storica.
 
 
Rassegna stampa
 

 
Cos'è TESI duepuntozero
 
TESI duepuntozero” è un progetto ideato dall’Archivio storico comunale e dall’Archivio storico diocesano per dare pubblicità alle tesi sul Lodigiano e promuovere gli studi sul territorio.
L’appuntamento, a cadenza mensile e aperto al pubblico, vedrà alcuni laureati impegnati a presentare il proprio lavoro di ricerca fatto all’interno di  archivi e biblioteche.
Ideato per valorizzare e divulgare gli studi dei giovani laureati, TESI duepuntozero  è utile anche agli studenti che dovranno affrontare in un prossimo futuro la stesura di una tesi.
Gli autori, infatti, illustreranno, insieme al contenuto, anche la metodologia e le difficoltà incontrate nell’indagine storica.
 
 
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 Bernardino Campi a San Colombano al Lambro
Riduci
Bernardino Campi, il famoso artista del Cinquecento che lavorò per nobili ed ecclesiastici,rivive nella ricostruzione che Elisa Curti fa del perduto oratorio della Maddalena un tempo esistente nel castello di San Colombano al Lambro.
I dipinti murali e la pala d’altare, in parte salvati dalla distruzione dell’edificio nel 1846, sono ora conservati nella parrocchiale di San Colombano, mentre alcuni frammenti si trovano attualmente a Milano, dopo lo strappo della pellicola pittorica e l’acquisto da parte della Pinacoteca di Brera tra il 1908 e il 1913.
Il confronto fra tale materiale e le sinopie rimaste ha permesso di ricostruire una parte della decorazione oggi non più esistente. Inoltre, le descrizioni dell’oratorio stilate nel 1584 e nel 1831 costituiscono un importante punto di partenza per fare ipotesi su struttura e dimensioni dell’oratorio, e sul ciclo pittorico dei sette “quadri” che raffigurano episodi della vita della Maddalena.
 
Rassegna stampa
 
Bernardino Campi, il famoso artista del Cinquecento che lavorò per nobili ed ecclesiastici,rivive nella ricostruzione che Elisa Curti fa del perduto oratorio della Maddalena un tempo esistente nel castello di San Colombano al Lambro.
I dipinti murali e la pala d’altare, in parte salvati dalla distruzione dell’edificio nel 1846, sono ora conservati nella parrocchiale di San Colombano, mentre alcuni frammenti si trovano attualmente a Milano, dopo lo strappo della pellicola pittorica e l’acquisto da parte della Pinacoteca di Brera tra il 1908 e il 1913.
Il confronto fra tale materiale e le sinopie rimaste ha permesso di ricostruire una parte della decorazione oggi non più esistente. Inoltre, le descrizioni dell’oratorio stilate nel 1584 e nel 1831 costituiscono un importante punto di partenza per fare ipotesi su struttura e dimensioni dell’oratorio, e sul ciclo pittorico dei sette “quadri” che raffigurano episodi della vita della Maddalena.
 
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 Villa Igea
Riduci
 
 
Un elegante edificio della metà del secolo XIX ubicato alla periferia sud di Lodi, ex convitto. La sua storia decennale, i cambi di proprietà, il lento degrado, la vegetazione che invade gli spazi, erode l'intonaco.
Lo studio affrontato nella tesi mira al recupero del bene nel suo contesto territoriale e urbanistico nel rispetto dei vincoli di natura paesaggistico-ambientale.
Il progetto di recupero prevede il mantenimento attraverso una destinazione d’uso idonea e in linea con i principi della conservazione integrata.
Interessante la parte della sostenibilità ambientale del costruito e la possibilità di applicare i principi dell’architettura bioclimatica non solo ai nuovi edifici, ma anche al patrimonio edilizio esistente, in particolar modo ai beni storici.
 
 
 
 
 
Rassegna stampa
 
 
 
Un elegante edificio della metà del secolo XIX ubicato alla periferia sud di Lodi, ex convitto. La sua storia decennale, i cambi di proprietà, il lento degrado, la vegetazione che invade gli spazi, erode l'intonaco.
Lo studio affrontato nella tesi mira al recupero del bene nel suo contesto territoriale e urbanistico nel rispetto dei vincoli di natura paesaggistico-ambientale.
Il progetto di recupero prevede il mantenimento attraverso una destinazione d’uso idonea e in linea con i principi della conservazione integrata.
Interessante la parte della sostenibilità ambientale del costruito e la possibilità di applicare i principi dell’architettura bioclimatica non solo ai nuovi edifici, ma anche al patrimonio edilizio esistente, in particolar modo ai beni storici.
 
 
 
 
 
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 Architettura francescana a Lodi
Riduci
Una piccola comunità di Francescani arrivati a Lodi, vivente il santo fondatore. Una nobile famiglia benefattrice, i Fissiraga. Un tempio, innalzato nel secolo XIII, all'inizio riservato ai frati, allargato poi per ospitare i fedeli lodigiani.
Un grande monumento, custode di affreschi, cappelle gentilizie, cimitero di tombe illustri. Una storia, quella dell'edificazione e delle successive varianti architettoniche, situata nel contesto urbano dell'epoca, in affinità con altri monumenti e fondazioni che una tesi complessa, quella scritta da Jessica Ferrari, ripercorre nei secoli per uno degli edifici più antichi e originali di Lodi. Con la sua facciata incompleta, le bifore a cielo aperto e il rosone in marmo rosa.
 

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Memorie d'archivio che raccontano il territorio

Una piccola comunità di Francescani arrivati a Lodi, vivente il santo fondatore. Una nobile famiglia benefattrice, i Fissiraga. Un tempio, innalzato nel secolo XIII, all'inizio riservato ai frati, allargato poi per ospitare i fedeli lodigiani.
Un grande monumento, custode di affreschi, cappelle gentilizie, cimitero di tombe illustri. Una storia, quella dell'edificazione e delle successive varianti architettoniche, situata nel contesto urbano dell'epoca, in affinità con altri monumenti e fondazioni che una tesi complessa, quella scritta da Jessica Ferrari, ripercorre nei secoli per uno degli edifici più antichi e originali di Lodi. Con la sua facciata incompleta, le bifore a cielo aperto e il rosone in marmo rosa.
 

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Memorie d'archivio che raccontano il territorio

  
Riduci

Le alluvioni nel territorio di Lodi

Le piene dell'Adda hanno sempre fatto paura.
Antonella Riccaboni, nella sua 
tesi di laurea del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio, ha dato un volto a questa paura, col disegnare la storia del fiume in piena, scritta in migliaia di documenti, fotografie, articoli di giornale, e stampata sui volti di chi ha visto e raccontato.
Un’analisi rigorosamente scientifica, condotta sui documenti d’archivio - migliaia di documenti -, con i dati estrapolati, analizzati e resi immediatamente leggibili sulle belle carte dei singoli eventi e su quella dei danni pregressi.
Le piene storiche di cui si è venuti a conoscenza sono 21, nove delle quali avvenute nell’Ottocento, 11 nel Novecento e l’ultima nel 2002. È stato possibile mettere in rilievo che a essere inondate sono state sempre le medesime zone, coincidenti con le aree di più recente urbanizzazione.
Una lettura del passato, quindi, e insieme un avvertimento, implicito nei dati, per le decisioni future sul territorio. Historia docet.

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Le alluvioni nel territorio di Lodi

Le piene dell'Adda hanno sempre fatto paura.
Antonella Riccaboni, nella sua 
tesi di laurea del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio, ha dato un volto a questa paura, col disegnare la storia del fiume in piena, scritta in migliaia di documenti, fotografie, articoli di giornale, e stampata sui volti di chi ha visto e raccontato.
Un’analisi rigorosamente scientifica, condotta sui documenti d’archivio - migliaia di documenti -, con i dati estrapolati, analizzati e resi immediatamente leggibili sulle belle carte dei singoli eventi e su quella dei danni pregressi.
Le piene storiche di cui si è venuti a conoscenza sono 21, nove delle quali avvenute nell’Ottocento, 11 nel Novecento e l’ultima nel 2002. È stato possibile mettere in rilievo che a essere inondate sono state sempre le medesime zone, coincidenti con le aree di più recente urbanizzazione.
Una lettura del passato, quindi, e insieme un avvertimento, implicito nei dati, per le decisioni future sul territorio. Historia docet.

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Riduci

A due povere donzelle honeste 

Giulio Piperno, un soldato belga di origini lodigiane lasciò, a metà Seicento, per testamento sostanze sufficienti a dotare ogni anno “due povere donzelle honeste” di Lodi e Mulazzano.   
Ai fini della sua tesi magistrale, Elisa Bonomelli ha studiato le carte della “Dote Piperno”, conservate all’Archivio storico diocesano.
Dai documenti emerge uno spaccato di vita femminile - donne sole, povere,  in situazioni famigliari precarie -  narrato dalla viva voce delle ragazze che aspirano alla dote, e anche uno straordinario senso di solidarietà per le condizioni di bisogno sociale di cui gli archivi sono testimonianza con i lasciti, gli istituti, le opere pie.
Per approfondire l'argomento si rimanda all'abstract della tesi.
 
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A due povere donzelle honeste 

Giulio Piperno, un soldato belga di origini lodigiane lasciò, a metà Seicento, per testamento sostanze sufficienti a dotare ogni anno “due povere donzelle honeste” di Lodi e Mulazzano.   
Ai fini della sua tesi magistrale, Elisa Bonomelli ha studiato le carte della “Dote Piperno”, conservate all’Archivio storico diocesano.
Dai documenti emerge uno spaccato di vita femminile - donne sole, povere,  in situazioni famigliari precarie -  narrato dalla viva voce delle ragazze che aspirano alla dote, e anche uno straordinario senso di solidarietà per le condizioni di bisogno sociale di cui gli archivi sono testimonianza con i lasciti, gli istituti, le opere pie.
Per approfondire l'argomento si rimanda all'abstract della tesi.
 
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Riduci
La tradizione di Fanfulla a Lodi
 
Ripercorrere la storia della tradizione di Fanfulla, uno dei tredici cavalieri che nel 1503 parteciparono alla disfida di Barletta, lungo i cinque secoli in cui essa si è sviluppata a Lodi e nel Lodigiano, è stato l'obiettivo di Laura Tagliaferri. Uno studio nel suo insieme originale, per il contenuto e il metodo utilizzato, sui meccanismi dell’invenzione, sopravvivenza e trasformazione di una tradizione e dei suoi valori simbolici fino a superare, nel XIX secolo, i confini ristretti dell’élite letteraria lodigiana, come spiegato nell'abstract pubblicato.
 
La tradizione di Fanfulla a Lodi
 
Ripercorrere la storia della tradizione di Fanfulla, uno dei tredici cavalieri che nel 1503 parteciparono alla disfida di Barletta, lungo i cinque secoli in cui essa si è sviluppata a Lodi e nel Lodigiano, è stato l'obiettivo di Laura Tagliaferri. Uno studio nel suo insieme originale, per il contenuto e il metodo utilizzato, sui meccanismi dell’invenzione, sopravvivenza e trasformazione di una tradizione e dei suoi valori simbolici fino a superare, nel XIX secolo, i confini ristretti dell’élite letteraria lodigiana, come spiegato nell'abstract pubblicato.
 
  
Riduci

Ludovico Vistarini

Adam Ferrari è l'autore di una tesi magistrale su Ludovico Vistarini, «quello tanto famoso in armi», uno degli uomini più illustri della Lodi del Cinquecento, colonnello imperiale e castellano di rango che seppe stringere alleanze matrimoniali con le più importanti famiglie milanesi, con i Crivelli, i Serbelloni, i Rho, i Visconti e la potente famiglia dei Borromeo. L'indagine sui documenti ha permesso l'analisi della vita del condottiero come illustrato dall'abstract pubblicato.

 

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Ludovico Vistarini

Adam Ferrari è l'autore di una tesi magistrale su Ludovico Vistarini, «quello tanto famoso in armi», uno degli uomini più illustri della Lodi del Cinquecento, colonnello imperiale e castellano di rango che seppe stringere alleanze matrimoniali con le più importanti famiglie milanesi, con i Crivelli, i Serbelloni, i Rho, i Visconti e la potente famiglia dei Borromeo. L'indagine sui documenti ha permesso l'analisi della vita del condottiero come illustrato dall'abstract pubblicato.

 

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