Archivio storico diocesano di Lodi

Via Cavour 31-26900 Lodi
Tel. 0371- 948.160
Fax 0371- 948.101
archivio@diocesi.lodi.it

ORARIO DI APERTURA
giovedì: 13,00-16,30
venerdì: 8,30-17,00

GIORNI DI CHIUSURA
- 19 gennaio
- venerdì e sabato
  precedenti la Pasqua
- mese di agosto
- 2 novembre
- festività religiose e civili

 

 

 

 

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giovedì: 13,00-16,30
venerdì: 8,30-17,00

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  precedenti la Pasqua
- mese di agosto
- 2 novembre
- festività religiose e civili

 

 

 

    CERCA

 INVENTARIO DEGLI EDITTI VESCOVILI
Gli editti vescovili, documenti di natura pubblica destinati a sacerdoti e fedeli, contengono precetti di tipo dogmatico, disposizioni su culto e devozione, ordinanze relative alla denuncia di eretici o persone inadempienti, prescrizioni per eventi civili particolari quali nascite, matrimoni, morti, vittorie di capi di Stato.
La serie degli editti vescovili conservati presso l’Archivio diocesano è costituita da circa 1000 documenti promulgati dai vescovi di Lodi nel corso del tempo, a partire dal XVI secolo.
Il progetto, finanziato per una parte rilevante dalla Fondazione della Banca Popolare di Lodi, ha previsto le seguenti attività: rilevamento delle voci notevoli, redazione in formato cartaceo e digitale dell’inventario dettagliato; indicizzazione delle voci per la ricerca digitale; condizionamento dei singoli editti in buste di carta barriera a ph neutro; ricollocazione fisica in cassettiere metalliche.
In inventario, corredato dal regesto di ciascun documento, sono state descritte voci come il titolo o l'incipit del documento, la data di emanazione, il luogo della stampa e il nome del tipografo, la presenza di illustrazioni e glosse. La rilevazione di voci notevoli permette la ricerca per argomento, toponimo, ente e persona.

 

Gli editti vescovili, documenti di natura pubblica destinati a sacerdoti e fedeli, contengono precetti di tipo dogmatico, disposizioni su culto e devozione, ordinanze relative alla denuncia di eretici o persone inadempienti, prescrizioni per eventi civili particolari quali nascite, matrimoni, morti, vittorie di capi di Stato.
La serie degli editti vescovili conservati presso l’Archivio diocesano è costituita da circa 1000 documenti promulgati dai vescovi di Lodi nel corso del tempo, a partire dal XVI secolo.
Il progetto, finanziato per una parte rilevante dalla Fondazione della Banca Popolare di Lodi, ha previsto le seguenti attività: rilevamento delle voci notevoli, redazione in formato cartaceo e digitale dell’inventario dettagliato; indicizzazione delle voci per la ricerca digitale; condizionamento dei singoli editti in buste di carta barriera a ph neutro; ricollocazione fisica in cassettiere metalliche.
In inventario, corredato dal regesto di ciascun documento, sono state descritte voci come il titolo o l'incipit del documento, la data di emanazione, il luogo della stampa e il nome del tipografo, la presenza di illustrazioni e glosse. La rilevazione di voci notevoli permette la ricerca per argomento, toponimo, ente e persona.

 

 INVENTARIO DELLA MUSICA SACRA
Il progetto, in corso di realizzazione, prevede la descrizione archivistica della musica manoscritta dell’Archivio del Capitolo della Cattedrale dei secoli XVII – XVIII con produzione di inventario informatizzato e condizionamento delle carte.
Il progetto, in corso di realizzazione, prevede la descrizione archivistica della musica manoscritta dell’Archivio del Capitolo della Cattedrale dei secoli XVII – XVIII con produzione di inventario informatizzato e condizionamento delle carte.
 INVENTARIO DELL'ARCHIVIO DEL CENTRO CINEMATOGRAFICO

Con l’avvento e la diffusione del cinematografo, nel XIX secolo, la Chiesa manifesta il proprio pensiero sul nuovo mezzo di trasmissione culturale, attraverso l’enciclica di papa Pio XI promulgata il 29 giugno 1936. La Vigilanti cura, indirizzata all'Episcopato degli Stati Uniti d'America, è dedicata ai mezzi di comunicazione sociale e in particolare al cinema. I film, dice in questa occasione il papa, non devono «servire soltanto a passare il tempo» ma «possono e debbono illuminare gli spettatori e positivamente indirizzarli al bene».
La proliferazione delle sale cinematografiche, anche parrocchiali, muove in seguito la santa Sede a provvedere ad una valutazione accurata delle produzioni in commercio, attraverso la pubblicazione di segnalazioni ad informazione e uso dei Centri cinematografici diocesani che nel dopoguerra cominciano la loro attività.
Il presente progetto si propone di far luce sull’attività del Centro cinematografico della Diocesi di Lodi attraverso lo studio dell’Istituto, la ricerca sulle origini, le responsabilità, l’organizzazione, il funzionamento, i rapporti con enti e soggetti.
Sarà prodotto a tal fine un inventario descrittivo del fondo e il condizionamento dei documenti.

Con l’avvento e la diffusione del cinematografo, nel XIX secolo, la Chiesa manifesta il proprio pensiero sul nuovo mezzo di trasmissione culturale, attraverso l’enciclica di papa Pio XI promulgata il 29 giugno 1936. La Vigilanti cura, indirizzata all'Episcopato degli Stati Uniti d'America, è dedicata ai mezzi di comunicazione sociale e in particolare al cinema. I film, dice in questa occasione il papa, non devono «servire soltanto a passare il tempo» ma «possono e debbono illuminare gli spettatori e positivamente indirizzarli al bene».
La proliferazione delle sale cinematografiche, anche parrocchiali, muove in seguito la santa Sede a provvedere ad una valutazione accurata delle produzioni in commercio, attraverso la pubblicazione di segnalazioni ad informazione e uso dei Centri cinematografici diocesani che nel dopoguerra cominciano la loro attività.
Il presente progetto si propone di far luce sull’attività del Centro cinematografico della Diocesi di Lodi attraverso lo studio dell’Istituto, la ricerca sulle origini, le responsabilità, l’organizzazione, il funzionamento, i rapporti con enti e soggetti.
Sarà prodotto a tal fine un inventario descrittivo del fondo e il condizionamento dei documenti.

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